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  • Immagine del redattoreLuca Bello

Candida: L. crispatus e le nuove evidenze a livello vaginale




I lattobacilli sono la specie predominante in ambiente vaginale e costituiscono una barriera di difesa contro batteri, virus e funghi, tra i quali Candida albicans. Alcuni eventi, come sistema immunitario indebolito e uso di antibiotici possono causare squilibro del microbiota vaginale, rendendo meno abbondante la componente in lattobacilli e favorendo la crescita di C. albicans. La patogenesi di questo fungo è determinata dalla sua trasformazione da spora (inattiva) a ifa invasiva (attiva), la quale è in grado di penetrare nei tessuti e sfuggire ai meccanismi di difesa del sistema immunitario. Lo studio “Antimicrobial compounds produced by vaginal Lactobacillus crispatus are able to strongly inhibit Candida albicans growth, hyphal formation and regulate virulence-related gene expressions” ha indagato il meccanismo d’azione con il quale specifici lattobacilli, soprattutto L. crispatus, possono preservare lo stato di salute del microbiota vaginale contrastando la crescita di C. albicans e la sua trasformazione nella forma ifale.


Lo studio, condotto in vitro, ha valutato l’azione anti-Candida di tre specie di lattobacilli, ritrovate essere più abbondanti nel microbiota vaginale sano: L. crispatus, L. gasseri e L. jensenii. Attraverso diversi esperimenti, i ricercatori hanno avuto come obiettivo quello di individuare i meccanismi responsabili dell’azione inibente su C. albicans da parte dei ceppi testati. In particolare, è stato indagato se l’effetto inibitorio fosse legato alla sola variazione del pH vaginale o se ci fosse il contributo di altri composti sintetizzati dai lattobacilli in questione. L’attività inibente è stata testata su crescita, trasformazione in ifa e su trascrizione di geni legati alla virulenza di C. albicans.


Tutti i ceppi di lattobacilli testati si sono dimostrati essere produttori di perossido di idrogeno e la maggior parte ha mostrato di inibire efficacemente la crescita di C. albicans. Il tasso di inibizione della crescita di C. albicans è stato maggiore per L. crispatus rispetto agli altri ceppi testati, arrivando a ridurre per valori superiori al 70% la crescita di questo fungo. Allo stesso modo, il tasso di inibizione nella formazione delle ife è stato significativamente più alto per L. crispatus, il quale ha inibito del 90% la germinazione della spora. Tenendo conto di questi risultati, i ricercatori hanno utilizzato L. crispatus per valutare la sua azione sulla trascrizione di geni legati alla virulenza di C. albicans. Da questo esperimento è risultato che il L. crispatus è in grado di inibire la trascrizione di specifici geni legati alla virulenza di C. albicans, tra i quali quelli responsabili della conversione in ifa. Questi risultati si aggiungono al meccanismo d’azione già noto del L. crispatus, ossia la sua capacità unica di produrre acido lattico sia destrogiro che levogiro, e la grande produzione di perossido d’idrogeno. Dai risultati di questo studio emerge che il L. crispatus è il lattobacillo più attivo nell’inibire la crescita di C. albicans e la sua trasformazione in ifa, mantenendo sotto controllo l’ambiente vaginale.



da: https://www.mednews.care/wp-content/uploads/2023/01/pdf-candida-il-l-crispatus-e-le-nuove-evidenze-a-livello-vaginale-gennaio-2023-2.pdf

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