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Vulvovaginiti
Infezioni vulvovaginali
Malattie sessualmente trasmissibili

Una gran parte dei disturbi vulvovaginali (prurito, bruciore, dolore, perdite vaginali anomale), sono dovute ad un'infezione sessualmente trasmissibile (IST).

 

​Con il termine Malattie Sessualmente Trasmissibili MST o STDs (acronimo di Sexually Transmitted Diseases , invece, ci si riferisce ad una varietà di sindromi cliniche causate da patogeni che, con modalità prevalente, possono essere acquisiti e trasmessi mediante l’attività sessuale.

 

Da qualche anno, in linea con le direttive del World Health Organization (WHO) , anche l’Italia adotta il termine di Infezioni Sessualmente Trasmesse (IST) in sostituzione di Malattie Sessualmente Trasmissibili (MST) utilizzato fino alla fine del secolo scorso, per incorporare anche quella importante quota di infezioni a diminuita, o assente, espressione clinica. Il termine IST è inoltre allineato a quello anglosassone di Sexually Transmitted Infections (STI) oggi utilizzato correntemente nella letteratura specialistica internazionale. 

 

La WHO stima che ogni anno si verifichino nel mondo più di 340 milioni di nuovi casi d’ infezioni sessualmente trasmesse. La maggior parte delle IST si riscontra nei Paesi in via di sviluppo, ma sono molto diffuse anche nei Paesi più sviluppati, come l'Europa Occidentale e gli Stati Uniti.

In Europa i dati dell’ European Centre for Disease Prevention and Control (ECDC) evidenziano come le IST siano le infezioni più diffuse dopo quelle respiratorie e dati analoghi sono riportati anche negli Stati Uniti.

Attualmente si conoscono circa trenta IST diverse, provocate da oltre venti tipi di microrganismi tra batteri, virus, protozoi e parassiti.

 

Queste patologie interessano prevalentemente soggetti nella fascia di età dai 15 ai 49 anni e, se non diagnosticate e adeguatamente trattate, possono determinare importanti sequele a carico dell’apparato riproduttivo maschile e femminile. 

La diagnosi e la cura tempestiva di queste infezioni sono fondamentali per ridurre l’infettività del soggetto e limitare la diffusione del contagio.

Purtroppo molte di queste infezioni tendono a ricomparire nello stesso soggetto oppure, specialmente quelle asintomatiche o con sintomatologia aspecifica, possono frequentemente non essere diagnosticate o essere scambiate per altre malattie. Inoltre, non raramente, nello stesso soggetto sono presenti più di una IST, soprattutto se affetto da ridotta immunocompetenza. Sono queste le ragioni che rendono molto facile la loro diffusione, l’istaurarsi delle complicazioni e a condizionare ampiamente la loro prevenzione.

 

Le IST rappresentano un grave problema di salute pubblica a livello mondiale, WHO ha redatto un documento “Global strategy for the prevention and control of sexually transmitted infections: 2006–2015. Breaking the chain of trasmission “ in cui si prendono in esame le strategie più idonee per affrontare questo problema a livello di popolazione, a livello di gruppo e a livello individuale nelle varie categorie di soggetti affetti o a rischio di contrarre IST. Nei paesi occidentali, dalla fine degli anni settanta alla fine del secolo scorso, si è assistito, da un lato, ad un progressivo aumento dell’incidenza delle IST provocate da virus, come le patologie da Virus del Papilloma Umano (HPV), l’herpes genitale da Virus dell’Herpes Simplex di tipo 1 o di tipo 2 (HSV1e2) o quella da Virus dell’Immunodeficienza Umana (HIV) e, dall’altro, ad una sostanziale diminuzione dell’incidenza delle IST classiche a prevalente causa batterica (sifilide, gonorrea, linfogranuloma venereo, ulcera molle e granuloma inguinale).

Purtroppo dopo il 2000, unitamente al persistente aumento della diffusione delle IST virali, si è verificato anche un drammatico aumento della circolazione delle IST batteriche. Attualmente malattie come la sifilide, la gonorrea e il linfogranuloma venereo, mostrano in Europa e in parte anche in Italia, un incremento della loro incidenza, soprattutto nelle grandi città metropolitane e a carico di popolazioni con un rischio di infezioni trasmesse sessualmente più elevato (omosessuali, minoranze etniche, migranti, soggetti dediti alla prostituzione, tossicodipendenti).

L’Unione Europea, tramite l’European Centre for Disease Prevention and Control (ECDC), raccoglie ed elabora i dati provenienti dai Servizi Sanitari dagli stati membri e redige annualmente una relazione sulla situazione epidemiologica delle malattie infettive. Purtroppo per quanto riguarda le IST i sistemi di sorveglianza e di notifica variano ampiamente nei singoli Stati e spesso non rappresentano la reale situazione locale; è opinione comune che per le forme di IST non soggette a notifica vi sia una notevole sottostima dei casi.

 

La gestione delle IST coinvolge più specialità mediche, tuttavia poiché molte di esse manifestano sintomatologia a carico dell’apparato genitourinario, non infrequentemente il soggetto si rivolge al ginecologo o all'urologo il quale formula il sospetto diagnostico, richiede gli esami più idonei per confermare la diagnosi, impostare la terapia ed il follow up e, quando necessario, richiedere la consulenza di altri specialisti (infettivologo, dermatologo, ginecologo ecc.).

 

Nel sospetto di IST l’anamnesi, oltre alle abitudini sessuali, l’uso abituale o saltuario di droghe, deve anche comprendere notizie sul soggiorno in paesi con particolare incidenza di determinate IST.

La ricerca dell’agente eziologico si avvale di esami microbiologici, sierologici, colturali, test molecolari (NAAT, PCR) su vari materiali biologici in relazione al sospetto diagnostico. Queste indagini, in caso di positività, devono essere caldamente raccomandate per la/il partner abituale nonché, se possibile, per i partner precedenti allo scopo prioritario di curare i soggetti asintomatici e di limitare la circolazione dell’agente patogeno.

Il nostro studio è specializzato nella diagnosi e nella cura delle IST.

Presso di noi potrai trovare la soluzione ai tuoi problemi attraverso una diagnosi mirata che si avvale dei più moderni test diagnostici ed alla terapia personalizzata in linea con le più recenti raccomandazioni.

Non aspettare. Il ritardo diagnostico può essere un grave problema per la tua salute sessuale e riproduttiva.