PCOS diventa PMOS: perché cambia il nome della Sindrome dell'Ovaio Policistico e cosa significa per diagnosi e terapia


Per decenni questa condizione è stata conosciuta come PCOS (Polycystic Ovary Syndrome), ovvero Sindrome dell'Ovaio Policistico. Nel 2026, un importante processo di consenso internazionale coordinato da esperti, società scientifiche e associazioni di pazienti ha proposto una nuova denominazione: PMOS (Polyendocrine Metabolic Ovarian Syndrome), traducibile in italiano come Sindrome Ovarica Poliendocrino-Metabolica.
La transizione terminologica è ancora in corso e il termine PCOS continua a essere ampiamente utilizzato nella pratica clinica e nella letteratura scientifica. Tuttavia, la nuova denominazione rappresenta un importante passo avanti verso una descrizione più accurata della natura della sindrome. Non si tratta di un semplice cambiamento linguistico. Il nuovo nome riflette le conoscenze attuali sulla malattia, riconoscendone il coinvolgimento endocrino, metabolico e riproduttivo e superando una visione limitata al solo ovaio.
Perché il termine "ovaio policistico" era fuorviante?
Uno dei principali equivoci riguarda proprio la parola "policistico". Le immagini ecografiche tipiche della sindrome non mostrano generalmente cisti ovariche patologiche, bensì un aumento del numero di piccoli follicoli antrali il cui sviluppo si arresta prima dell'ovulazione.
Una visione troppo centrata sull'ovaio
Negli ultimi decenni è emerso chiaramente che questa condizione coinvolge molteplici sistemi dell'organismo. Oltre alle alterazioni riproduttive, possono essere presenti manifestazioni endocrine, metaboliche, dermatologiche e psicologiche.
Il riferimento esclusivo all'ovaio ha contribuito, in molti casi, a sottovalutare l'importanza degli aspetti metabolici e cardiovascolari associati alla sindrome.
Diagnostica ecografica: cosa osserviamo realmente?
L'ecografia ovarica rimane uno degli strumenti più importanti per la valutazione della sindrome, ma anche in questo ambito la terminologia si è evoluta.
Dalle "cisti" alla morfologia ovarica polifollicolare
Oggi si preferisce parlare di morfologia ovarica polifollicolare (PCOM, Polycystic Ovarian Morphology).
L'aspetto ecografico può comprendere:
aumento del numero dei follicoli antrali di 2-9 mm;
incremento del volume ovarico;
maggiore rappresentazione dello stroma ovarico;
eventuale distribuzione periferica dei follicoli.
Quest'ultima configurazione, spesso descritta come "a corona di rosario", può essere presente ma non rappresenta un criterio diagnostico obbligatorio. [
I criteri ecografici aggiornati
L'evoluzione delle apparecchiature ecografiche ha portato all'aggiornamento delle soglie diagnostiche. Nelle donne adulte, la morfologia ovarica polifollicolare può essere definita dalla presenza di:
20 o più follicoli per ovaio (FNPO) con diametro compreso tra 2 e 9 mm;
oppure volume ovarico pari o superiore a 10 ml, in assenza di follicolo dominante o corpo luteo.
La valutazione transvaginale rappresenta il metodo più accurato. Quando si utilizza la via transaddominale, il volume ovarico assume generalmente maggiore rilevanza rispetto al conteggio follicolare. È importante ricordare che la sola presenza di morfologia ovarica polifollicolare non è sufficiente per formulare una diagnosi.
Quanto è diffusa la PMOS?
La PMOS rappresenta la più comune endocrinopatia femminile in età riproduttiva e interessa circa l'8-13% delle donne, equivalenti a circa una donna su otto.
Si stima inoltre che molte donne affette non ricevano una diagnosi tempestiva, con conseguenti ritardi nell'inquadramento clinico e nella presa in carico terapeutica.
Come si formula la diagnosi?
Diagnosi nella donna adulta
Le Linee Guida Internazionali 2023 raccomandano la diagnosi in presenza di almeno due dei tre criteri seguenti, dopo l'esclusione di altre condizioni endocrinologiche che possano causare sintomi simili.
1. Disfunzione ovulatoria
oligomenorrea;
amenorrea;
anovulazione;
irregolarità persistenti del ciclo mestruale.
2. Iperandrogenismo
Può manifestarsi clinicamente con:
irsutismo;
acne persistente;
alopecia androgenetica.
Oppure essere documentato attraverso alterazioni biochimiche degli androgeni circolanti.
3. Morfologia ovarica polifollicolare oppure aumento dell'AMH
Nelle donne adulte, l'aumento dell'ormone antimulleriano (AMH) può essere utilizzato come alternativa alla valutazione ecografica quando appropriato e secondo le raccomandazioni delle linee guida.
Diagnosi nell'adolescente
L'adolescenza richiede particolare cautela perché molte caratteristiche della sindrome possono sovrapporsi ai normali cambiamenti fisiologici successivi al menarca.
Per questo motivo la diagnosi richiede la presenza contemporanea di:
iperandrogenismo clinico o biochimico;
disfunzione ovulatoria persistente.
Nei primi anni dopo il menarca, l'ecografia ovarica e il dosaggio dell'AMH non sono raccomandati come criteri diagnostici a causa della loro ridotta specificità.
PMOS: il significato del nuovo acronimo
P = Poliendocrina
La sindrome coinvolge numerosi sistemi endocrini e comprende alterazioni che interessano l'asse ipotalamo-ipofisi-ovaio, il surrene e la regolazione metabolica.
M = Metabolica
Le alterazioni metaboliche rappresentano una componente fondamentale della sindrome.
L'insulino-resistenza è una delle anomalie più frequentemente associate alla PMOS e contribuisce allo sviluppo dell'iperandrogenismo e di numerose complicanze metaboliche. Può essere presente anche nelle donne normopeso, pur risultando generalmente più frequente e più marcata nelle pazienti con sovrappeso o obesità.
Tra le condizioni più frequentemente associate troviamo:
ridotta tolleranza al glucosio;
diabete mellito di tipo 2;
dislipidemia;
ipertensione arteriosa;
steatosi epatica associata a disfunzione metabolica (MASLD);
sindrome metabolica.
Per questo motivo la valutazione metabolica rappresenta una componente essenziale dell'inquadramento clinico.
O = Ovarica
Le alterazioni della follicologenesi possono determinare:
anovulazione;
irregolarità mestruali;
difficoltà riproduttive.
La PMOS rappresenta una delle principali cause di infertilità anovulatoria; tuttavia molte donne affette concepiscono spontaneamente e mantengono una normale potenzialità riproduttiva.
Un nuovo approccio terapeutico
La moderna gestione della PMOS richiede un approccio multidisciplinare e personalizzato.
Modificazioni dello stile di vita
Le linee guida identificano stile di vita e attività fisica come interventi cardine della gestione clinica:
alimentazione equilibrata;
esercizio fisico regolare;
riduzione della sedentarietà;
controllo del peso quando necessario.
Monitoraggio metabolico
È raccomandata una valutazione periodica di:
glicemia e metabolismo glucidico;
profilo lipidico;
pressione arteriosa;
fattori di rischio cardiovascolare.
Terapie farmacologiche
In funzione degli obiettivi della paziente e delle manifestazioni cliniche possono essere utilizzati:
contraccettivi ormonali combinati;
metformina;
trattamenti per acne e irsutismo;
farmaci per l'induzione dell'ovulazione nelle donne che desiderano una gravidanza.
Nutraceutici e integrazione: cosa sappiamo oggi?
Negli ultimi anni è cresciuto l'interesse per alcune sostanze quali:
myo-inositolo;
D-chiro-inositolo;
berberina.
Alcuni studi suggeriscono possibili benefici su parametri metabolici e riproduttivi. Tuttavia le evidenze disponibili sono ancora eterogenee e di qualità variabile. Per questo motivo tali prodotti non devono essere considerati sostitutivi degli interventi sullo stile di vita o delle terapie farmacologiche raccomandate dalle linee guida internazionali.
La scelta di utilizzarli dovrebbe sempre essere condivisa con il medico curante o con lo specialista.
Conclusioni
La proposta di passare da PCOS a PMOS rappresenta un'importante evoluzione culturale e scientifica. Il nuovo termine descrive in modo più accurato una condizione che coinvolge sistema endocrino, metabolismo e funzione ovarica, superando il vecchio concetto di "ovaio policistico". Uno degli obiettivi della nuova nomenclatura è migliorare la consapevolezza della malattia tra professionisti sanitari e pazienti, favorendo una valutazione più completa delle sue numerose manifestazioni cliniche. L'effettivo impatto della modifica terminologica sui tempi diagnostici e sugli esiti di salute dovrà tuttavia essere confermato nei prossimi anni.
Bibliografia essenziale
Teede HJ et al. Polyendocrine Metabolic Ovarian Syndrome, the new name for Polycystic Ovary Syndrome. The Lancet, 2026.
Recommendations From the 2023 International Evidence-Based Guideline for the Assessment and Management of PCOS/PMOS. Journal of Clinical Endocrinology & Metabolism, 2023.
International Evidence-Based Guideline for PCOS 2023, aggiornamento terminologico PMOS 2026. Monash University.
Pea J et al. Ultrasonographic Criteria in the Diagnosis of Polycystic Ovary Syndrome. Human Reproduction Update, 2024.
ESHRE, ASRM, Endocrine Society. Documenti e raccomandazioni internazionali sulla diagnosi e gestione della sindrome.
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