IST in Italia : cosa ci dicono i dati sulle donne?
- Luca Bello

- 11 ago
- Tempo di lettura: 3 min
L'aggiornamento dei sistemi di sorveglianza dell'Istituto Superiore di Sanità, pubblicato ad agosto 2026 e riferito ai dati del 2024, evidenzia una crescita delle infezioni sessualmente trasmesse (#IST) in Italia. Sebbene l'incremento più marcato riguardi la popolazione maschile, emergono aspetti particolarmente rilevanti per la salute femminile.

Le donne rappresentano oltre un quinto dei nuovi casi
Nel 2024 sono stati segnalati 7.797 nuovi casi di IST, dei quali il 21,3% riguarda donne. L'età mediana femminile è di 29 anni, confermando una maggiore diffusione nelle giovani adulte.
#Clamidia: la minaccia spesso invisibile
La clamidia continua a rappresentare una delle principali IST femminili:
418 casi di cervicite da Chlamydia trachomatis;
prevalenza del 2,6% tra le donne testate;
prevalenza dell'8,3% nelle ragazze tra 15 e 24 anni.
L'aspetto più preoccupante è che molte infezioni decorrono senza sintomi:
28,1% delle donne positive asintomatiche;
49,5% delle donne positive in gravidanza asintomatiche.
La diagnosi tardiva può aumentare il rischio di infertilità, malattia infiammatoria pelvica e gravidanza ectopica.
#Gonorrea: una crescita che riguarda anche le donne
La gonorrea continua a mostrare un andamento in aumento negli ultimi anni e rappresenta una delle IST che richiedono maggiore attenzione per il rischio di complicanze ginecologiche.
Nel 2024 sono stati segnalati 1.408 nuovi casi di gonorrea nel sistema di sorveglianza nazionale. Sebbene la maggior parte delle diagnosi riguardi uomini, anche nelle donne l'infezione può essere particolarmente insidiosa perché spesso decorre con sintomi lievi o assenti.
Tra le possibili conseguenze nelle donne vi sono:
malattia infiammatoria pelvica;
infertilità tubarica;
dolore pelvico cronico;
aumento del rischio di gravidanza ectopica.
La gonorrea merita inoltre particolare attenzione per il crescente problema della resistenza agli antibiotici, che rappresenta una delle principali sfide di salute pubblica a livello globale.
Come per la clamidia, la diagnosi precoce è fondamentale per interrompere la trasmissione e prevenire complicanze a lungo termine
#Sifilide: numeri inferiori, ma attenzione alle conseguenze
La sifilide continua a essere diagnosticata prevalentemente negli uomini, ma la presenza di casi femminili merita particolare attenzione clinica.
Nelle donne, infatti, la sifilide può avere conseguenze molto gravi durante la gravidanza, aumentando il rischio di:
aborto spontaneo;
morte fetale;
parto prematuro;
sifilide congenita del neonato.
Per questo motivo lo screening in gravidanza rimane uno strumento fondamentale di prevenzione.
#Tricomoniasi: una IST soprattutto femminile
Il 93,6% dei casi clinici di Trichomonas vaginalis riguarda donne.
I dati mostrano inoltre che questa infezione è più frequente:
nelle donne straniere;
nelle donne oltre i 44 anni.
#Donne over 45: una fascia spesso sottovalutata
Uno dei dati più interessanti riguarda proprio le donne mature.
L'analisi evidenzia che alcune IST, in particolare la tricomoniasi, risultano più frequenti nelle donne sopra i 44 anni.
Questo ricorda che la salute sessuale non riguarda esclusivamente adolescenti e giovani adulti.
Nelle donne in peri-menopausa e menopausa possono contribuire al rischio:
minore percezione del rischio di IST;
ridotto utilizzo del preservativo;
modificazioni biologiche delle mucose genitali;
minore accesso a controlli e screening dedicati.
Il messaggio è chiaro: la prevenzione sessuale deve accompagnare tutte le età della vita.
#HPV: l'importanza della vaccinazione
Nel 2024 sono stati registrati:
576 nuovi casi di condilomi ano-genitali nelle donne;
oltre 19.000 casi femminili complessivi dal 1991.
Il dato conferma il ruolo fondamentale della vaccinazione HPV e dei controlli ginecologici periodici.
#HIV e donne
Tra le donne con una IST, la prevalenza di HIV nel 2024 è stata dell'1,9%.
Pur essendo inferiore a quella osservata negli uomini, resta significativamente superiore rispetto alla popolazione generale.
Messaggio chiave
I dati ISS mostrano che molte IST femminili rimangono invisibili perché asintomatiche e che il rischio non riguarda solamente le giovani donne, ma anche le fasce d'età più mature.
Particolare attenzione meritano:
✅ clamidia, spesso silenziosa ma associata a infertilità e complicanze riproduttive
✅ gonorrea, in aumento e associata a possibili danni dell'apparato riproduttivo
✅ sifilide, soprattutto in gravidanza per il rischio di trasmissione materno-fetale
✅ tricomoniasi, più frequente nelle donne e nelle over 44
✅ infezioni da HPV, prevenibili attraverso vaccinazione e screening
La salute sessuale femminile è una questione di prevenzione, consapevolezza e accesso alle cure lungo tutto l'arco della vita, dalle giovani adulte fino alle donne in peri-menopausa e menopausa.
Scarica il Vademecum SIMaST sulle IST




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