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Menopausa, dolore e secchezza intima: quando si parla di sindrome genito-urinaria

  • Immagine del redattore: Luca Bello
    Luca Bello
  • 4 giorni fa
  • Tempo di lettura: 2 min

Molte donne, dopo la menopausa, iniziano a convivere con secchezza vaginale, bruciore, dolore nei rapporti o disturbi urinari senza sapere che questi sintomi hanno un nome preciso: sindrome genito-urinaria della menopausa. Non si tratta di un semplice fastidio “da età”, ma di una condizione cronica e progressiva legata alla carenza di estrogeni e androgeni, che coinvolge vulva, vagina, uretra, vescica e pavimento pelvico.

Che cos’è la GSM

La sindrome genito-urinaria della menopausa, o GSM, sostituisce il vecchio termine “atrofia vulvo-vaginale” perché descrive in modo più completo l’interessamento di tutto il distretto genito-urinario. La riduzione degli steroidi sessuali provoca assottigliamento delle mucose, perdita di elasticità, minore lubrificazione, aumento del pH vaginale e maggiore fragilità dei tessuti. Questo cambiamento favorisce irritazione, microlesioni, dolore e una maggiore predisposizione a infezioni e disturbi urinari.

I sintomi da non ignorare

I segnali più frequenti sono secchezza, prurito, bruciore, dolore nei rapporti, calo della lubrificazione e talvolta spotting post-coitale. Sul versante urinario possono comparire urgenza minzionale, disuria, cistiti ricorrenti, vescica iperattiva e sensazione di svuotamento incompleto. In molte pazienti il disturbo sessuale si associa a evitamento dell’intimità, ansia anticipatoria e peggioramento della qualità di vita individuale e di coppia.

Perché spesso resta senza diagnosi

La GSM è molto frequente, ma viene spesso sottovalutata o normalizzata dalle stesse pazienti, che possono provare imbarazzo o rassegnazione. Anche la diagnosi è semplice, ma richiede ascolto: anamnesi mirata, valutazione clinica dei tessuti, osservazione del pH vaginale e, se necessario, altri strumenti come il Vaginal Health Index. Non servono esami complessi per iniziare a riconoscere il problema e impostare un trattamento adeguato.

Come si cura

La terapia va personalizzata in base a sintomi, intensità e contesto clinico, perché non esiste una soluzione unica per tutte. Nei quadri lievi possono bastare lubrificanti e idratanti vaginali, mentre nelle forme più significative trovano spazio estrogeni locali a basso dosaggio, DHEA, testosterone locale, ospemifene, terapie fisiche selezionate e riabilitazione del pavimento pelvico. La riabilitazione pelvica non è un dettaglio: aiuta a migliorare sintomi urinari, funzione sessuale e consapevolezza muscolare.

Un messaggio importante

La GSM non è una conseguenza inevitabile da sopportare in silenzio: è una condizione medica trattabile, spesso con ottimi risultati se riconosciuta precocemente. Informare la paziente, normalizzare la conversazione e proporre un approccio integrato sono passi essenziali per restituire benessere, funzione e qualità di vita. Uscire dal silenzio, in questi casi, è già parte della cura.


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