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  • Luca Bello

Il rapporto L. crispatus/Gardnerella come nuovo indicatore di diagnosi di vaginosi batterica


La vaginosi batterica (VB) è una manifestazione clinica con un grosso impatto nella società; è una disbiosi del microbiota vaginale causata dalla riduzione dei lattobacilli che può sfociare nella classica sintomatologia contraddistinta dall’aumento delle secrezioni vaginali e da fastidi intimi. Nel 40% dei casi lo squilibrio del microbiota vaginale tipico della VB non dà origine ad alcuna sintomatologia; tuttavia, individuare questa patologia, anche asintomatica, è fondamentale in quanto diversi studi la correlano al parto prematuro, all’aborto spontaneo, all’infertilità e all’infiammazione pelvica; inoltre, la presenza di VB aumenta il rischio di altre patologie come quelle da Trichomonas, candidosi vulvovaginale e infezioni virali come HIV e HPV. In uno studio appena pubblicato (Lactobacillus crispatus/ Gardnerella vaginalis): a new indicator of diagnosing bacterial vaginosis) i ricercatori hanno individuato un nuovo metodo di diagnosi della vaginosi batterica, indipendente dal Nugent Score, che potrebbe avere un impatto importante nella gestione di questa patologia.

Perché è necessario sviluppare un nuovo metodo di analisi per la VB? La vaginosi batterica può colpire fino al 40% delle donne in età fertile, con un’alta percentuale di soggetti asintomatici e quindi privi di diagnosi, specie in gravidanza, dove 1 donna su 2 non manifesta alcun sintomo. I criteri di Amsel sono ampiamente utilizzati nella pratica clinica per diagnosticare la VB: la presenza di 3 criteri positivi su 4 indica che la causa dei disturbi vaginali è la presenza di batteri patogeni. L’applicazione dei criteri di Amsel è una metodica molto soggettiva e dipende dall’operatore, per questo potrebbe risultare non precisa. Un altro metodo di diagnosi è il Nugent Score; essendo un metodo diagnostico noto per la sua complessità nell’assegnare un punteggio ai vari parametri da analizzare, richiede personale altamente qualificato ed esperto. Inoltre, fare affidamento sulla morfologia per identificare i batteri patogeni è piuttosto soggettivo e può portare ad un’errata analisi: ad esempio, alcune specie di lattobacilli possono essere scambiate per Gardnerella vaginalis. Per queste ragioni, la diagnosi della VB tramite un esame di laboratorio semplice, validato scientificamente, potrebbe risultare un metodo migliore per identificare anche le situazioni prive di sintomatologia.

L’analisi del microbiota vaginale come possibile diagnosi per la VB (vedi approfondimento)




In questo studio i ricercatori hanno utilizzato il sequenziamento rRNA 16S per analizzare le secrezioni vaginali di donne sane e con vaginosi batterica. Successivamente hanno confrontato il rapporto tra batteri benefici come i lattobacilli e i batteri patogeni, in modo da cercare la relazione maggiormente associabile alla patologia diagnosticata. Dall’analisi dei campioni si è rilevato che le donne sane avevano un’abbondanza maggiore in lattobacilli mentre in caso di vaginosi conclamata o di vaginosi asintomatica si aveva un’abbondanza di Gardnerella, Megasphaera, Sneathia, Veillonella, Prevotella e Micoplasma. In particolare, l’abbondanza di lattobacilli nelle donne sane era superiore al 75% mentre nelle donne con VB il batterio più presente con abbondanza di oltre il 50% era Gardnerella vaginalis. Per ottenere dati fruibili a costi contenuti, i ricercatori hanno confrontato i campioni analizzati con la tecnica rRNA 16S con i test commerciali che rilevano le disbiosi, il pH e la presenza di batteri patogeni. La combinazione di tutti i dati ha rilevato che Lactobacillus crispatus era sempre associato ad uno stato di salute vaginale; la presenza di altri lattobacilli fisiologicamente presenti in vagina (L. iners, L. gasseri e L. jensenii) non garantiva lo stesso risultato, a dimostrazione che non tutti i lattobacilli hanno le stesse proprietà protettive. D’altro canto, nelle donne con VB era sempre presente come dominante la Gardnerella vaginalis, associato ad un crollo della specie lattobacillare. Questo studio dimostra che il rapporto Lactobacillus crispatus/Gardnerella vaginalis e in particolare il suo logaritmo, può rivestire un valore predittivo con una significatività elevata per diagnosticare la vaginosi batterica con o senza sintomi e quindi prevenirne le possibili conseguenze.


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da: https://www.mednews.care/ginecologia/il-rapporto-l-crispatus-gardnerella-come-nuovo-indicatore-di-diagnosi-di-vaginosi-batterica/

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