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  • Immagine del redattoreLuca Bello

Un aiuto alle bambine che da sole non ce la fanno...

Spendi ogni minuto, ogni giorno, per le generazioni future

C'è una donna speciale, che vive in India, che si occupa della salute delle donne più fragili. Delle bambine fragili, di cui nessuno si occupa. Quelle bambine che vengono "buttate via". È la storia di Sister Alphie e qualche volta mi viene a trovare qui a Torino. Abbiamo qualcosa in comune. Vincere la sofferenza. Non vuole medici, le sorelle sono infermiere e fisioterapiste, e ci sono buoni colleghi che le aiutano laggiù. Qualche fisioterapista italiana di buona volontà, in verità, la cerca...ma quello di cui più ha bisogno sono fondi per il cibo delle ragazze e per le loro necessità: 50 euro mantengono una bimba per un mese.


Questa è la sua storia:


Sono nata in Kerala, nel sud dell'India, e da adolescente ho deciso di consacrare la mia vita a Dio ed sono entrata nell'ordine delle Missionarie della Carità di Madre Teresa a Calcutta, dove per 12 anni ho dedicato la mia vita alle opere di misericordia per i poveri e i diseredati della grande metropoli indiana. Dopo la morte di Santa Madre Teresa, avvenuta il 24 giugno 1999, ho deciso di lasciare le Missionarie della Carità per intraprendere un'attività di evangelizzazione nella diocesi di Kammam (nel poverissimo stato di Telangana, nell'India centro-meridionale), con il permesso e la protezione del Vescovo locale Monsignor Paul Maipan.

Ho iniziato l'evangelizzazione nel villaggio di Bonakal a circa 30 km da Kammam, vivendo dell'elemosina della gente e in costante contatto con i poveri. I poveri lavorano nei campi (cotone, mais) e guadagnano in media due dollari al giorno gli uomini e un dollaro le donne.


Sono anni di ricerca e sacrifici, di solitudine e instabilità. Non avevo mai conosciuto la lingua - il telegu - e non avevo una casa dove stare. Sapevo di avere una missione da compiere, ma non sapevo come l'avrei fatto".

“All'inizio ero sola e dormivo in case abbandonate e fatiscenti, ma non c'era né acqua né elettricità e non era facile andare avanti e farsi accettare”. Così ho vissuto per tre anni in case di fortuna, ho dovuto cercare i mezzi per andare avanti, ho messo la mia vita nelle mani del Signore. Poi una ragazza di nome Bijili del villaggio vicino ha mostrato il suo desiderio di lavorare con me come suora. È stato un grande sostegno da parte di Dio per me, quindi abbiamo iniziato a lavorare insieme. Visitando le famiglie in villaggi molto poveri, ho trovato molti bambini mentalmente e fisicamente disabili che erano lasciati soli nelle case e senza cure. Così, ho chiesto al Vescovo Maipan il permesso di potersi prendere cura delle ragazze più fragili e vulnerabili, quelle che hanno bisogno dell'amore e del sostegno materno e il Vescovo ha accettato la mia richiesta. Poi il governo di Telangana mi ha dato un appezzamento di terreno a Bonakal vicino alla stazione ferroviaria, per costruire una casa speciale per queste bambine inaugurata il 6 maggio 2004 e chiamata la casa Shanthinilayam che significa “casa della pace”.

Bijili ed io abbiamo iniziato a prendere queste bambine e prenderci cura di loro, pulirle, vestirle e dare loro una casa e tutto l'amore che potevano ricevere. Dopo pochi mesi ce ne sono già a decine nella casetta. Con l'aumentare dei figli ci voleva una casa grande così i nostri amici torinesi Alessandro e Maria Picchio insieme a Mario e Rossella Liberale ci hanno aiutato a costruire l'edificio più grande. A loro siamo grati sempre perché fanno parte della nostra casa e della nostra famiglia. Ora abbiamo 18 suore e pochi candidati per prendersi cura di questi bambini. Abbiamo 83 bambini semi orfani. Questa piccola comunità lotta ogni giorno per sopravvivere, per il cibo (soprattutto riso), per le medicine, per il vestiario, per i servizi ospedalieri. Il nostro ex vescovo Maipan Paul è in pensione e sta con noi e ci guida nel nostro cammino spirituale, ma non può più aiutarci finanziariamente e ora non c'è un nuovo vescovo. Viviamo solo delle offerte della gente.


Vi sono molto grata per l'aiuto che potrete darci e vi ringrazio anticipatamente ricordandovi con tanto affetto nelle nostre preghiere. Grazie."


Sister Alphie



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